Attualità, Intrattenimento

Acqua che scorre

L’altra sera, su LA7, ho visto l’intervento di Angela Morelli intitolato “L’acqua invisibile”. Voglio darne visibilità a chiunque passi per questo blog perché ritengo che ne valga la pena, per tanti motivi.

Innanzitutto, espone in breve e con parole semplici un problema enorme e complesso che tutti sono portati a sottovalutare. Secondo, perché dimostra che esistono alternative all’enorme quantità di spazzatura che la TV ci getta addosso; basta cercarle. Terzo, perché finalmente si punta su un modello diverso di donna, per cui l’attenzione è spostata sulla materia grigia anziché sul silicone…

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Personale, Riflessioni

Viaggiando nella notte

Viaggiare di notte è piacevole. Le poche auto in giro e nessuna sagoma che cammina per strada ti costringono nella tua dimensione personale, in cui i sentimenti sono pervasi dallo stato di solitudine. Diventano inevitabili, riflessioni sul tuo ruolo nel mondo, sullo scopo della tua vita. Sei lì, nel buio. Nessuno è accanto a te, solo la natura… o meglio, solo il silenzio. E allora ti confronti con il mondo. Non puoi sottrarti da questo confronto. Ti accorgi improvvisamente di essere solamente una persona tra i miliardi di persone che popolano questo mondo. E ti senti piccolo. Insignificante. Cerchi quindi di scoprire il ruolo e lo scopo della tua vita. Senti quasi il bisogno di trovare quella tua caratteristica distintiva che permetta di dire che la tua vita non è semplicemente una tra le tante. Hai bisogno di trovare conforto convincendoti che anche tu sei utile, in qualche modo, al mondo.
Ma tutti questi pensieri sono sfocati. Non sai bene da dove vengano, né se e come potranno mai finire… come la linea bianca che la nebbia disegna all’alba tra il verde dei campi e il blu del cielo, laggiù, in lontananza.
Attualità

Sereno variabile, con probabili addensamenti nuvolosi e possibili precipitazioni; prevista neve.

Ultimamente, sui giornali si sta parlando degli effetti devastanti dell’uomo sul clima. Il ciclone Kyrill, l’improbabile caldo di questo inverno senza neve… tutta colpa dell’uomo.
Sapete cosa ne penso? Tutte queste voci mi fanno sorridere!

  1. Non è dimostrato che i cambiamenti climatici verificatisi ultimamente siano causati dall’uomo.
    La terra è in continuo cambiamento, passa attraverso diverse fasi cicliche in cui le temperature salgono e scendono anche di molti gradi, impiegando svariati anni; anche ammettendo che l’uomo abbia favorito un innalzamento delle temperature, non è dimostrato che senza l’azione dell’uomo la temperatura non sarebbe aumentata comunque… Ovviamente, fa molto più scalpore una notizia catastrofica. Fateci caso: dicono “mai così caldo negli ultimi X anni“. Perché solo “negli ultimi anni“?! Evidentemente, anche in passato (più di X anni fa) è stata raggiunta questa temperatura!
    Abituatevi a non dare per vero ciò che vi dicono: documentatevi, cercate di vedere le cose da un altro punto di vista. Per esempio, per iniziare, vi consiglio di leggere il libro “Stato di paura” di Michael Crichton, sebbene sia un thriller (basato però su veri articoli scientifici) vi aiuterà a non dare per scontato certe cose.
  2. Ai cambiamenti climatici, la natura si è sempre adattata benissimo. Anche quando certe specie si sono estinte, altre sono state generate.
  3. C’è una diffusa ipocrisia che colpisce la maggior parte delle persone.
    Dato che non è dimostrato che le emissioni inquinanti siano la causa dei cambiamenti climatici, perché preoccuparsi solo di esse? Se la risposta è “perché modificano la natura in maniera negativa”, questo non è sufficiente. L’uomo ha fatto e continua a fare azioni ugualmente sconvolgenti, eppure nessuno si lamenta. Pensate al disboscamento delle foreste per la produzione di carta, alla costruzione di case laddove prima c’erano dei prati, al semplice traforo delle montagne per la costruzione di gallerie… Indubbiamente, queste azioni alterano la natura, ma nessuno si lamenta. Se bisogna scrivere un appunto, anziché farlo sul retro di un foglio già scritto, se ne prende uno nuovo, fregandosene di quanti alberi aggiuntivi debbano essere abbattuti per colpa di questa noncuranza; anziché accontentarsi di avere la casa in città, si sente la necessità di averne una anche al mare e una in montagna, non curandosi del fatto che per costruire quelle case occorra sottrarre l’habitat naturale a piante e animali, costringendoli a spingersi altrove; si potrebbe oltrepassare una montagna semplicemente prendendo una strada che la costeggia, ma si preferisce traforarla per passarci attraverso e risparmiare del tempo, fregandosene della devastazione dell’ecosistema in quel tratto di montagna.
    Il motivo per cui nessuno si lamenta di queste cose, è perché sono comode! Incoerentemente, però, ci si lamenta delle emissioni delle fabbriche, anche se è ovvio che i loro prodotti aumentino la comodità della nostra vita (non desideriamo forse il lettore MP3 o l’ultimo modello di cellulare?).

Con questo discorso non voglio giustificare l’inquinamento dell’uomo, voglio solo dire che è sbagliato accusare l’uomo dei cambiamenti climatici (almeno in Italia, non si è innocenti fino a prova contraria? siccome qui non esistono prove certe…), e che è un’ipocrisia farsi belli denunciando un comportamento sbagliato, quando siamo i primi a sbagliare.
Concludo osservando che ci proponiamo di salvaguardare la salute della Terra, quando in realtà siamo incuranti verso la nostra. Guardate qui:

  • Monossido di carbonio (gas asfissiante)
  • Sostanze irritanti (acido cianidrico, acetaldeide, formaldeide, ammoniaca)
  • Catrame e sostanze cancerogene (idrocarburi aromatici policiclici, nitrosamine, benzopirene, benzoantracene)
  • Nicotina

Sapete cosa sono le voci elencate sopra? Sostanze prodotte da una fabbrica? No, sono le sostanze contenute in una sigaretta! E sapete che negli ultimi anni le aziende produttrici di sigarette hanno costantemente aumentato la quantità di nicotina? In questo modo la dipendenza dei clienti cresce, rendendo sempre più difficile ogni tentativo di smettere.

 

Personale, Riflessioni

Una breve escursione, mentale

Oggi pomeriggio, per la prima volta dopo tanto tempo, ho avuto del tempo libero che non avevo programmato, e l’ho dedicato a me stesso. Ho preso la bicicletta e, con il lettore MP3 al collo, mi sono inoltrato nella stradina che più mi piace: un vialetto di campagna, costeggiato da un fosso e una fila di alberi. Lo scorrere dell’acqua, il sottofondo musicale e i raggi del sole che filtravano attraverso i rami hanno cullato i miei pensieri. Mi piacciono i momenti di solitudine, immerso nella natura, passati a riflettere sulla mia vita… dovrei farlo più spesso.
In questo momento ci sono alcune cose che mi preoccupano, il lavoro è una di queste. Io vivo a Brescia, ma lavoro a Milano: parto da casa alle 7 di mattina e ci ritorno dopo le 19:30 di sera; non ho tempo di fare niente, ceno e vado a letto. Il tempo libero per me è fondamentale e, purtroppo, è molto scarso. La soluzione sarebbe lasciare il lavoro e trovarne uno vicino a casa, oppure trasferirmi a Milano. Il problema è che il lavoro è uno dei migliori, forse il migliore; e di vivere a Milano proprio non se ne parla: Milano è caotica, è grigia, non mi piace per niente e se mi trasferissi perderei gli amici, la famiglia e la bellezza di vivere in un paese di una “piccola” città. E, oggi, ho rafforzato la mia convinzione di non lasciare la mia città natale. Non voglio perdere i campi di grano, i riflessi dei raggi del sole che passano tra le foglie dei rami e che trasformano la strada in un gioco di luci e zone d’ombra, le passeggiate in bicicletta, il suono di un rigagnolo, il profumo della campagna.
Non voglio perdere tutto questo…