Riflessioni

Il circo della farfalla

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Citazioni, Libri, Senza categoria

Dimostrazione logica della non-esistenza di Dio

Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. Le loro argomentazioni seguono pressappoco questo schema:

“Mi rifiuto di dimostrare che esisto” dice Dio “perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente”.

“Ma” dice l’uomo “il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti.
Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum”.

“Povero me!” dice Dio. “Non ci avevo pensato!” e sparisce immediatamente in una nuvoletta di logica.

“Oh, com’è stato facile!” dice l’Uomo, e, per fare il bis, passa a dimostrare che il nero è bianco, per poi finire ucciso sul primo attraversamento pedonale che successivamente incontra.

“Guida galattica per gli autostoppisti”, Adam Douglas

Personale, Riflessioni

Siamo sagome

Sottotitolo: “L’importanza che si dà alle cose dipende dal punto di vista con cui le si guarda”.

Io ritengo la mia vita importante. Sicuramente più importante, dal mio punto di vista, rispetto a quella di una qualsiasi altra persona che incrocio per caso per strada. Eppure, quella persona ha una vita parimenti importante: affronta situazioni analoghe alle mie, probabilmente lotta per sopravvivere dignitosamente quanto faccio io… ma, nell’istante in cui la incrocio per strada, tutto questo io lo ignoro. Per me non è altro che una comparsa all’interno della mia vita, una sagoma messa lì da qualcuno per riempire un buco, un semplice soprammobile inanimato (senza anima).
E se dal ponte di una nave guardo attentamente l’orizzonte scorgendo una linea scura ondulata appena sopra la linea orizzontale del mare che intuisco essere una collina, terra ferma sulla quale potrebbero esser state costruite delle abitazioni nelle quali qualcuno vive, allora ho la prova di quanto la mia vita sia solo un punto insignificante sulla superficie terrestre. Se interpongo un dito tra i miei occhi e la terra ferma, posso coprire perfino un’intera città, un contenitore di sagome ai miei occhi. E allora realizzo che ognuna di quelle sagome potrebbe alzare un dito mentre guarda la nave e, così, oscurare la mia esistenza, riducendomi ad essere una semplice sagoma.