Attualità

Doppio gioco

Le azioni degli uomini sono sempre guidate da un obiettivo, che a volte è chiaro, a volte lo è un po’ meno. E anche quando sembra chiaro, in realtà può nascondere qualcosa. C’è qualcuno che gioca sporco, ma non lo fa vedere. Noi italiani ormai dovremmo essere in grado di individuare questi trucchetti… del resto, i nostri politici ci hanno allenato bene (ad esempio, creando leggi per scopi personali). Tuttavia, i mezzi di informazione sembrano puntare sempre più sul gossip e su approfondimenti di cronaca ignorando, sornioni, le notizie importanti che riguardano il nostro futuro. Un’ultima notizia, apparsa in sordina su pochissimi quotidiani italiani, svela qualcosa di inquietante.

Ormai siamo tutti coscienti del riscaldamento climatico della Terra e delle sue conseguenze, grazie alla campagna assordante fatta proprio dai mezzi di comunicazione, i quali hanno individuato nell’uomo la principale causa e hanno inculcato in noi la convinzione che questo fenomeno vada contrastato con ogni mezzo. Ebbene, in questi giorni, alcuni “potenti” del mondo si stanno riunendo per decidere che cosa fare… ma non sul riscaldamento globale, bensì su come spartirsi il territorio emerso grazie allo scioglimento dei ghiacci!
E’ infatti noto che sotto i ghiacci dell’Artico ci sia petrolio in abbondanza (ben un quarto delle riserve mondiali!) e gas. Inoltre, con lo scioglimento dei ghiacci, si apriranno nuove rotte commerciali… Leggete qui o qui.

Sembra quindi che qualcuno dichiari di voler contrastare il riscaldamento globale per apparire sensibile ed eticamente corretto, mentre sotto sotto fa di tutto per arricchirsi alle spalle di tutti quanti.

Doppio come l’innocenza
Se fosse Abele sarebbe Caino
[…]
Doppio come un doppio gioco
Se fosse oggi intendeva domani

(Per brevità chiamato artista – Francesco De Gregori)

Politica

Non voglio essere rappresentato da lui

Mi piacerebbe sapere con che coraggio si vota una persona che l’ultima volta che ha governato ha fatto tante leggi ad personam, condoni, ha innalzato il debito pubblico dell’Italia. Una persona che da sempre è sospettata di avere rapporti con la mafia (a questo proposito vi consiglio il film "In un altro paese") e che, addirittura, chiama "eroe" un mafioso. Una persona alleata con uno che semina intolleranza e odio usando slogan come "Roma ladrona" e "alle armi!". Una persona che punta a racimolare voti in modo subdolo, con una campagna elettorale il cui scopo non è convincere gli elettori delle proprie proposte, ma stordirli con effetti speciali il cui obiettivo subliminale è inculcare nella mente del pubblico il simbolo da votare. Regalavano magliette e perfino mutande con una croce su quel simbolo; cartoline virtuali da personalizzare ed inviare come e-mail agli amici con l’efficace slogan "Rialzati" seguito dal nome dell’amico. E’ esattamente quanto avviene nelle televendite: dovrebbero elencare le caratteristiche del materasso che ti stanno vendendo, invece cercano di stordirti convincendoti che l’offerta è imperdibile perché ti regalano anche le pentole, il microonde, la bicicletta e la televisione. Ovviamente, Lui conosce molto bene questi trucchi perché Lui è uomo di business, possiede televisioni e giornali, il cui scopo dichiarato è l’informazione mentre lo scopo reale è fare quanti più soldi possibile sfruttando, se necessario, l’ingenuità della gente.

Gli italiani, al centro di questo ciclone, non sono riusciti a non farsi stordire e così lo hanno votato. E’ risaputo che da lontano, a freddo, si ragiona meglio. Per questo, il Financial Times e The Economist nei giorni scorsi hanno apprezzato Veltroni, paragonandolo a Obama. All’estero la reputazione del nostro nuovo capo di Governo è molto bassa. E’ sufficiente guardare la versione inglese di Wikipedia, che nel paragrafo "Reputazione estera" dell’articolo relativo alle elezioni del 2006 afferma:

 

Amico di Bush e Putin. Ha supportato l’invasione dell’America in Iraq. Ha affermato che il parlamentare europeo Martin Schulz sarebbe perfetto per il ruolo di kapò in un film sui campi di concentramento, scatenando un incidente diplomatico che ha danneggiato i rapporti tra Italia e Germania. Quando è entrato nel parlamento di Strasburgo è stato accolto con striscioni che riprendevano delle battute del famoso film di Coppola sulla mafia. Nel 2001 ha affermato la superiorità della civiltà occidentale rispetto all’Islam. La stampa internazionale (come il Financial Times e Newsweek) ha criticato il suo lavoro. Spesso, prima e dopo la sua elezione come primo ministro, The Economist lo ha accusato di essere sostanzialmente inadatto a guidare l’Italia.

Indipendentemente dal punto di vista politico, credo che un paese debba essere guidato da una persona pulita, chiara, con una vita non ambigua. E colui che è stato eletto ora dagli italiani non lo è per niente (rinfrescatevi la memoria leggendo il paragrafo "Critiche e aspetti controversi" della sua pagina di Wikipedia).

Attualità

Lottando contro la povertà

I potenti che governano il mondo lo fanno affermando di volersi impegnare per aiutare le famiglie povere. Si prodigano per aiutare i paesi del terzo mondo. In televisione e sui giornali dicono di fare solidarietà. Nel frattempo aumentano la loro ricchezza e la distanza tra i ricchi e i poveri si dilata, in silenzio.

Nell’annuale classifica che Forbes dedica alle persone più ricche del mondo, emerge che rispetto al 2007 i ricchi sono aumentati: quest’anno ci sono 171 persone in più rispetto all’anno scorso che possono essere etichettate come “miliardarie”.

Intanto la gente del ceto medio, che un tempo riusciva a vivere dignitosamente con il poco che aveva, ora si ritrova ad arrancare. Il ceto medio si sta appiattendo e sta per essere inglobato nella classe povera: tra poco ci saranno solo ricchi o poveri, nessuno in mezzo.

Di seguito copio/incollo una lettera che un italiano ha spedito a Beppe Grillo, il quale l’ha pubblicata tempo fa sul suo blog.

«Ieri era una splendida domenica di sole, uno di quei giorni che ti viene voglia di uscire, di vedere tutto sotto quella luce brillante.
Ma non può (si sa) andare tutto come uno lo immagina. Così vedi che tua moglie è strana, la vedi pensierosa, e con gli occhi lucidi. Ti avvicini titubante e timoroso e le chiedi cosa è successo. E qui crolla la serenità. Incominci a rinfacciarti che non è più possibile andare avanti cosi; che non è giusto che lei sia costretta ad andare anche la domenica al lavoro e i lunedì a pulire i negozi per pochi euro. Non trova mai il tempo per staccare la spina, non la porto mai fuori, non le faccio mai una sorpresa, che con la mia misera busta paga non si campa più.
Ha ragione. E’ amaro, duro, avvilente, a trentasei anni sono un fallito, non arrivo a 1500 euro. Con un mutuo da 700 euro mensili, bollette, auto, tasse e mense scolastiche (sì, ho due splendidi bambini), rate dell’auto, benzina, condominio, ecc. non riusciamo neanche a fare la spesa regolarmente.
Così, “incavolato” prendo i due bimbi ed esco con loro, li porto al parco poi alle giostre, li faccio divertire come non facevano da qualche tempo. Verso la via del ritorno li guardavo dallo specchietto retrovisore della macchina, li sentivo chiacchierare e ridere, ed ho iniziato a piangere, sì a trentasei anni piangevo come un bambino. Quando ad un tratto mio figlio più piccolo, accortosi che piangevo, mi chiede: “cosa c’è papà?”. Gli rispondo: “Nulla sono felice perché vi vedo felici”. Sono un bugiardo, avrei dovuto rispondere che ero triste perché avevo speso gli ultimi 16 euro per le giostre, che mi scusavo con loro perché Babbo Natale non si è potuto permettere la Playstation; che non sapevo come pagare due bollette, che il frigo è vuoto, che la mamma ha ragione, non le faccio mai una sorpresa.
Caro Beppe il mio è uno sfogo che avrai ricevuto migliaia di volte, ma oggi ho deciso di scriverti perché mentre ero davanti alla pressa, mi sono ricordato che circa 10 anni fa mi capitò un piccolo incidente. Una molla di un carrello porta fusti si staccò di colpo e mi colpì di striscio la fronte, mi misero 1 punto di sutura, e pochi mesi più tardi arrivò per posta un assegno di 250 mila lire. Mi è balenata l’idea per un attimo di mettere una mano sotto, la pressa, così potevo pagare le bollette arretrate. Ma ho avuto paura.
Alessio»

Attualità

Il Grillo parlante (e chi parla del Grillo)

Molto tempo fa, Beppe Grillo fu cacciato da tutte le reti televisive perché fece una battuta scomoda riguardo al governo. Ormai, è da anni che Beppe Grillo si lamenta della politica italiana sul suo blog (http://www.beppegrillo.it/), il quale ha ottenuto sempre più consenso, al punto da essere al decimo posto nella classifica mondiale dei blog più seguiti (http://technorati.com/pop/blogs/).
Sostenuto dallo scontento di moltissimi italiani che leggono, scrivono, propongono, discutono sul suo blog, Grillo decise di istituire il V-day (il giorno del Vaffanculo), una giornata in cui gridare il proprio scontento causato dalla politica. Fino al giorno prima di tale evento, nessun giornale e nessuna televisione aveva accennato a quanto stava per accadere. Ora, la maggioranza di giornali e televisioni continua ad attaccare il “comico” (termine usato impropriamente da chi ha l’obiettivo di minimizzare le sue parole), persuadendo qualche persona a rinnovare quelle critiche. Accusano Grillo di essere volgare e maleducato, sostenendo che non è con le parolacce o con le urla che si combatte: bisognerebbe essere seri e fare contro-proposte.

La prima cosa che mi viene in mente è che queste persone hanno perso di vista il problema. Secondo me, prima bisognerebbe affrontare il significato del gesto e, solo in un secondo momento, il modo. L’obiettivo di Grillo era quello di sollevare i problemi in modo che più nessuno potesse ignorarli: per troppo tempo qualcuno ha cercato di nascondere le ingiustizie sotto al tappeto, è arrivato il momento di sollevare il tappeto e scatenare un polverone. E qual era il modo più opportuno per fare ciò, se i tentativi fatti finora sono stati affrontati con le parole “è vero, dovremo discuterne” ma poi sono puntualmente caduti nel dimenticatoio?
Il “Vaffanculo” gridato da Grillo è prefetto per lo scopo che vuole ottenere: non può essere ignorato. Credete che avrebbe avuto lo stesso effetto, se l’avesse chiamato “Così non va bene – day”?

Mi sembra poi sciocco chiedere a Grillo di fare proposte serie anziché protestare semplicemente. E’ stupido lasciare il compito di risolvere un problema solo a chi se ne accorge. Se un libro è pieno di refusi ed osservazioni sbagliate, ho il diritto di lamentarmi (e uno scrittore intelligente ne prenderebbe atto per non ripetere gli errori commessi), ma non per questo mi devo mettere a scrivere libri! E poi, scusate, è troppo pretendere che siano i politici a trovare una soluzione ai problemi della società? Non è mica questo, il loro lavoro?! Non è mica per questo che vengono pagati oro da noi?!

Attualità

L’Italia, un paese da cui scappare

Non so il perché, ma più passa il tempo e più mi convinco che l’Italia sia un paese da cui scappare.

Ci si chiede come mai i più bravi ricercatori preferiscano andare a lavorare all’estero, dove trovano condizioni nettamente più favorevoli rispetto a quelle offerte dalla sconfortante Italia.
Ci si chiede come mai le aziende preferiscano aprire distaccamenti all’estero, dove le tasse da pagare allo Stato non sono uguali allo stipendio da pagare al dipendente come più o meno accade in Italia.
Ci si chiede come mai, ad esempio, d’estate le nostre spiagge siano popolate da stranieri, che d’inverno visitano le nostre belle città artistiche, mentre la maggioranza degli italiani non ha i soldi nemmeno per le cose quotidiane.

Anche se volessimo trascurare questi aspetti economici e politici, emergerebbero comunque degli aspetti sociali “deviati” che potrebbero spingere una persona come me a valutare l’ipotesi di trasferirsi in un altro paese.

E’ immediato accorgersi come, in Italia, non sia difficile conquistare l’ammirazione e la consacrazione del popolo: è sufficiente essere uno sfacciato disonesto!

Considerate, ad esempio, l’ex-fotografo Fabrizio Corona. E’ stato in carcere per un breve periodo per sfruttamento delle cosiddette ragazze immagine, ricatti fotografici e spaccio di stupefacenti. Nel frattempo tutte le riviste e i giornali gli hanno dato ampio spazio e l’hanno reso famoso (su internet è stato aperto perfino un fan club). Per questo, è stato invitato in trasmissioni televisive, remunerato con adeguati compensi. E così è diventato famoso e sempre più richiesto. Ha perfino avuto l’opportunità (che ha abilmente sfruttato) di scrivere un libro sulla sua esperienza in carcere; ha aperto un’azienda per commercializzare le sue magliette (che ha abilmente sfoggiato in ogni occasione, riducendosi a cambiare maglietta perfino in mezzo alla strada, prontamente ripreso da telecamere). Ora è molto più famoso e molto più ricco di quanto lo era prima di commettere tutti quei reati.

Considerate, ora, Luciano Moggi. E’ stato accusato d’associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata. Per questo motivo si è dimesso, lasciando il calcio nella peggiore situazione di tutti i tempi, dopo aver intaccato irrimediabilmente la sua credibilità. Grazie a questa vicenda, tutti i giornali, le riviste e le trasmissioni televisive gli hanno dedicato sempre più spazio, facendogli guadagnare popolarità e talvolta pure simpatia. Ora collabora con un giornale e partecipa ad una trasmissione televisiva per una rete opportunista che cerca di farsi largo tra le grandi e che perciò non ha esitato a concedergli un lauto compenso. Come se non bastasse, è stato invitato a fare l’attore in un film di prossima uscita (“L’allenatore nel pallone 2”).

Anziché mettere alla gogna questi personaggi subdoli, disonesti, infidi, strafottenti e cinici, e costringerli ad una vita di stenti in uno stato di abbandono e desolazione, gli italiani li hanno elogiati, innalzando altari in loro onore.
Prendendo come esempio i fatti che ho appena descritto, qual è il messaggio che viene trasmesso, se non quello che se vuoi valere qualcosa, se vuoi diventare famoso, se vuoi guadagnare tanti soldi, allora non devi fare altro che essere un disonesto?

Politica

Prodi e Berlusconi: nemici-amici

Stasera ho letto l’editoriale del Corriere della sera scritto da Piero Ostellino. Visto che ha scritto cose a cui pensavo anch’io, voglio condividere con voi un breve estratto.

Perché nelle dodici tavole di Romano Prodi non ci sono più né il decreto Gentiloni sulla riforma della televisione che penalizzerebbe Mediaset né quello sul conflitto di interessi di Silvio Berlusconi? Perché solo adesso Prodi dice che vuole dedicare molto del suo tempo alla riforma del sistema elettorale in modo da andare alle elezioni, quando sarà ora, con un sistema che dia maggiore stabilità alla maggioranza che le vincerà e al governo che ne uscirà?
Perché lo stesso Berlusconi ha evitato di chiedere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, elezioni anticipate, come chiede ora in polemica con Casini e Fini, che non le vogliono? Ultima domanda, che è anche la possibile risposta a quelle precedenti: è del tutto inimmaginabile che fra i due si sia consumato un accordo che li garantisce entrambi?
Prodi, con la promessa di fare un nuovo sistema elettorale, ha sottoscritto una polizza di assicurazione sulla vita di almeno un anno, se non di più. Berlusconi si è tolto dai piedi due provvedimenti sui quali il governo aveva scommesso.

Sapete, questa ipotesi non mi pare così remota. Non sarebbe la prima volta che gli interessi dei cittadini e del Paese passano in secondo piano…
Mi domando se in Italia, prima o poi, ci sarà un parlamentare che non pensi innanzitutto ai propri interessi personali…
I soldi e la fama cambiano irrimediabilmente la vita! In peggio.

Attualità

Fiction vs realtà

Per diversi giorni, su tanti giornali, sono apparse lettere di protesta contro la morte di un personaggio della serie televisiva “Distretto di polizia“. Contemporaneamente sono stati svelati i primi dettagli riguardo alla finanziaria 2007, che a causa della volontà di ridurre il debito pubblico impone diversi sacrifici a molte entità (persone, comuni, imprese…).
Un giorno, su un giornale, ho contato le lettere inviate dai lettori che protestavano contro alcuni punti della finanziaria e quelle che protestavano contro la morte del personaggio della fiction. Il risultato è stato 4 a 1: 4 per la fiction, 1 per la realtà.
Sono sbalordito.
Qualcuno ha commentato che la gente ha voglia di fuggire dalla realtà ed immergersi nella finzione (fiction), perché è stufa e delusa di vivere in una realtà in cui viene offerto l’indulto agli assassini, in cui 16 parlamentari su 50 fanno uso di cannabis o cocaina, eccetera eccetera. Vero… purché non si trascuri la realtà in favore della fiction!
La gente ha diritto di lamentarsi se un personaggio che adora viene cancellato dalla scena; ma quello che mi fa arrabbiare è che la maggioranza della gente che si lamenta di una cosa finta, inventata, non esprime alcun giudizio in merito alle proposte di cambiamento della realtà in cui viviamo!
Siamo arrivati al punto che se J. K. Rowling decidesse di far morire Harry Potter, la gente riempirebbe le piazze con cartelli e striscioni di protesta; mentre accetta in silenzio (al massimo con qualche mugugno) se, pur faticando ad arrivare alla fine del mese, qualcuno gli impone di pagare più tasse. Incredibile. Assurdo.