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Casualità (multimediale)

Ieri ho deciso di guardare un film importante, che non avevo mai visto: “Nuovo cinema Paradiso”, di Giuseppe Tornatore (versione integrale). Mi è piaciuto molto, soprattutto perché ho colto un collegamento con l’intervento che avevo scritto il giorno prima: la casualità (e causalità) degli eventi, che determinano il corso della nostra vita. Il verificarsi o meno di un singolo evento – anche quello apparentemente più insignificante – può cambiare radicalmente il destino delle persone: il fare o non fare qualcosa, o semplicemente il modo in cui lo si fa, sono determinanti per decretare il successo o l’insuccesso.

Come nel film “Sliding doors” di Peter Howitt, in cui il riuscire a prendere la metropolitana o il non riuscirci conduce a due vite diverse. O come nel film “Match Point” di Woody Allen, in cui la caduta di un oggetto al di qua o al di là di un ostacolo sancisce la vittoria o la sconfitta. Come nella canzone “Autogrill” di Francesco Guccini, dove l’esitare un secondo di troppo spazza via irrevocabilmente sogni ed illusioni. Oppure come nel libro “Chesil Beach” di Ian McEwan che, raccontando di alcuni attimi fatali, mostra come il corso di tutta una vita possa dipendere dal non fare qualcosa.

Intristisce la sensazione di non poter fare nulla per cambiare le cose. L’unica cosa che possiamo fare per alleviare la tristezza è accettare che gli avvenimenti possano accadere nel modo in cui avvengono.

Se penso in intimità alle occasioni perse, alla rassegnazione, al destino, mi viene in mente la canzone “Compagni di viaggio” di Francesco De Gregori, che racconta una storia amara simile a quella presente in “Nuovo cinema Paradiso”: i due protagonisti, nonostante sentano un profondo legame e nonostante l’abbiano fortemente voluto e cercato, per casualità o per destino, non sono riusciti a concretizzare questo legame.

Citazioni, Riflessioni

Addio

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
[…]
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”,
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità,
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l’umiltà.

(Addio – Francesco Guccini)

Mi infastidisce questo mondo in cui i giovani sognano di diventare come Briatore, in cui non si resiste senza sapere chi è arrivato terzo al Grande Fratello, in cui ci si concentra sulle grandi opere ma non si capisce che sono le piccole cose che ci fanno vivere meglio.
Se vedevo una cosa che ritenevo sbagliata, facevo di tutto per cercare di cambiarla. Ora sono arrivato al limite: ho deciso di fregarmene. Io so qual è la verità (quella che riguarda me stesso), la dico agli altri (questo però suggerisce il fatto che non ho deciso di fregarmene completamente), e se quelli poi non mi credono… fatti loro! Io vivo bene così, chissenefrega di cosa pensano/credono gli altri.
Oggi ho deciso che mi appenderò un post-it sulla fronte con scritto “Non dare mai nulla per scontato“, poi ho pensato che così sarei riuscito a leggerlo solo quando mi fossi guardato allo specchio e quindi sarebbe servito più agli altri che a me…
Questo mio sfogo serve solo come promemoria: devo sempre tener presente quali sono le cose veramente importanti della vita!
Non sono i numeri, ma i fiori.
Non un cappello, ma un elefante nella pancia di un boa.