Riflessioni

Il Natale (quello vero!)

Con l’avvicinarsi del Natale, ogni anno si verificano due fatti particolari. Primo: è consuetudine fare il presepe (purtroppo sostituito sempre più spesso dall’albero). Secondo: durante le vacanze, molti si rilassano andando al cinema.

Negli ultimi anni, alcuni artigiani italiani fanno a gara a chi realizza la statuina più stravagante: sono così comparse quelle di Berlusconi, Bush, Beckham e Victoria, Al Bano e Loredana Lecciso, Bin Laden, Fabio Cannavaro, Gigi D’Alessio… Quest’anno la mania è entrata pure al Governo: nel presepe allestito alla Camera, due deputati hanno inserito le statuette di due coppie omosessuali (gay e lesbiche) con in mano due cartelli con scritto “PACS now” e “Anche in Italia il matrimonio gay come nella Spagna di Zapatero”.
Innanzitutto la politica non dovrebbe invadere l’ambiente religioso (così come la religione non dovrebbe intervenire in discorsi politici); ma qui il discorso è un altro: ultimamente si stanno diffondendo superficialità, menefreghismo e irriverenza senza limiti. Nessuno ricorda più cosa significhi veramente il presepe, nessuno pensa più al Natale se non in termini commerciali.
Cosa c’entrano quelle statuette nel presepe? Non hanno nulla a che fare né con la storia raffigurata, né con i sentimenti che tale raffigurazione suscita. Semmai sono adatte a contesti esattamente opposti. La gente approfitta di un simbolo molto diffuso per diffondere il suo pensiero: l’unica cosa che conta è fare arrivare il proprio messaggio a più gente possibile, anche se questo significa “sfruttare” (nel senso più meschino del termine) qualcosa che non gli appartiene (peggio ancora se si tratta di un simbolo religioso o appartenente alla tradizione).
Per quanto riguarda la produzione di statuine di personaggi famosi, ritengo anch’essa indice di scarso spessore morale. Perché si vuole far ridere la gente a tutti i costi, anche in un contesto in cui il divertimento dovrebbe venire dopo altri sentimenti come la fratellanza, la pietà, l’altruismo, la carità?

Quest’ultima mia frase si collega al secondo fatto di cui voglio parlare, ossia i film italiani che escono nel periodo natalizio (quest’anno addirittura tre: Olé, Natale a New York, CommediaSexi). Sono film stupidi, volgari e offensivi per quegli italiani che si ritengono intelligenti e vorrebbero che nel mondo si diffondesse un’altra immagine di noi stessi. La gente è libera di andare a vederli, se lo vuole fare; ma, per favore, smettiamola di chiamarli “film di Natale”, smettiamola di collegare questi film al Natale! Non hanno niente a che vedere con i valori del Natale e, ripeto ciò che ho scritto prima, trasmettono valori opposti a quelli del Natale. Narrano di tradimenti e sotterfugi, ricorrendo spesso a riferimenti sessuali più o meno espliciti. E’ questo il Natale?

Voglio concludere con un consiglio. Cercate di non dare retta a tutte le voci che urlano (col tentativo di sovrastare le altre) cercando di convincervi che ciò che desiderate è esattamente ciò che vogliono loro. Cercate invece di dare ascolto al vostro cuore.
Vi faccio gli auguri di un sereno Natale; che possiate riscoprire i veri valori di questa festività e che possiate trascorrerlo con le persone care, a cui tenete di più. Auguri.

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Intrattenimento

Cars – Motori ruggenti

Ieri sera sono andato al cinema a vedere “Cars – Motori ruggenti“, film d’animazione realizzato dalla Pixar. Come mi aspettavo, il film mi è piaciuto moltissimo. I personaggi sono spassosi, la storia toccante, l’ambientazione magnifica, le musiche perfette. Tutto curato nei minimi particolari. Ancora una volta, i maghi del computer della Pixar sono riusciti a realizzare un prodotto eccellente.
Tutti i film della Pixar sono stupendi: Toy Story, A bug’s life, Toy Story 2, Monster & Co., Alla ricerca di Nemo e Gli incredibili.
Già nel lontano 1995, quando da ragazzino alle prime esperienze col computer andai al cinema a vedere il primo lungometraggio d’animazione completamente sviluppato in computer-grafica (Toy Story), rimasi sbalordito. Oggi guardando un film del genere si fa attenzione solamente alla storia raccontata, mentre non ci si rende conto dell’incredibile realismo raggiunto: tutto è ricreato perfettamente ed ogni dettaglio è riprodotto con estrema cura. Si pensi ai peli di Sulley in Monster & Co., ai giochi di luce degli abissi di Alla ricerca di Nemo, agli ambienti naturali di Cars… Rimango affascinato davanti a tutto questo.
Per realizzare un film di questi ci vogliono anni di studi, prove ed esperimenti. Alcuni sembrano perfino inutili, ma sono necessari a raggiungere un risultato sbalorditivo; si pensi ai sassolini della Route 66 in Cars. Durante la visione, molti dettagli vengono ignorati perché sono in secondo piano rispetto alla scena, ma se si presta attenzione ci si accorgerà dell’eccellenza del risultato ottenuto e dell’enorme lavoro che ci sta dietro.
Sublime.