Politica

Prodi e Berlusconi: nemici-amici

Stasera ho letto l’editoriale del Corriere della sera scritto da Piero Ostellino. Visto che ha scritto cose a cui pensavo anch’io, voglio condividere con voi un breve estratto.

Perché nelle dodici tavole di Romano Prodi non ci sono più né il decreto Gentiloni sulla riforma della televisione che penalizzerebbe Mediaset né quello sul conflitto di interessi di Silvio Berlusconi? Perché solo adesso Prodi dice che vuole dedicare molto del suo tempo alla riforma del sistema elettorale in modo da andare alle elezioni, quando sarà ora, con un sistema che dia maggiore stabilità alla maggioranza che le vincerà e al governo che ne uscirà?
Perché lo stesso Berlusconi ha evitato di chiedere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, elezioni anticipate, come chiede ora in polemica con Casini e Fini, che non le vogliono? Ultima domanda, che è anche la possibile risposta a quelle precedenti: è del tutto inimmaginabile che fra i due si sia consumato un accordo che li garantisce entrambi?
Prodi, con la promessa di fare un nuovo sistema elettorale, ha sottoscritto una polizza di assicurazione sulla vita di almeno un anno, se non di più. Berlusconi si è tolto dai piedi due provvedimenti sui quali il governo aveva scommesso.

Sapete, questa ipotesi non mi pare così remota. Non sarebbe la prima volta che gli interessi dei cittadini e del Paese passano in secondo piano…
Mi domando se in Italia, prima o poi, ci sarà un parlamentare che non pensi innanzitutto ai propri interessi personali…
I soldi e la fama cambiano irrimediabilmente la vita! In peggio.

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Politica

Ora basta!

Ho sempre cercato di non espormi politicamente, perché ritengo la politica un campo minato.
I politici, in quanto uomini, commettono errori; siano essi di destra o di sinistra. E soprattutto fanno i loro interessi: prima viene la loro persona (la fama, i soldi,…) e poi il Paese. (Giustamente, perché comunque tutte le persone fanno così).
Però quando è troppo, è troppo. Ed ora è veramente troppo.
Dopo aver dato dei «coglioni» ai cittadini che alle scorse elezioni hanno votato per la sinistra, l’altro ieri Berlusconi ha detto che chi non voterà “si” al prossimo referendum sulla devolution e altre riforme «è indegno» (poi si è corretto, dicendo che «solo chi non andrà a votare è indegno»).
Capisco che gli insulti siano l’ultima risorsa che un uomo disperato usa nel tentativo di accaparrarsi voti e consensi, ma la mia sopportazione è giunta al termine. Ma come si permette?! Con quale arroganza punta il dito contro le persone “cattive”?! E con quale modestia si erge a divinità, separando le persone in “buone” e “cattive”?!
Inoltre, è proprio evidente il fatto che il signor Berlusconi sia arrivato al capolinea. Per contrastare la tendenza, ha tentato pure di usare i grandi mezzi d’informazione in suo possesso: le reti Mediaset (di loro iniziativa, senza l’approvazione di alcun ministero) hanno realizzato quattro spot pubblicitari riguardanti il referendum costituzionale di domenica 25 e lunedì 26, ma in tutti questi vengono citati solamente alcuni aspetti della riforma, i più condivisibili (come ad esempio la diminuzione dei parlamentari [comunque “dimenticandosi” di dire anche il fatto che è prevista per il 2016]).
Fortunatamente i cittadini non si sono fatti ingannare e il Garante ha diffidato Mediaset a non «continuare la trasmissione di spot che per l’incompletezza delle informazioni fornite enfatizzino aspetti particolari della complessiva consultazione referendaria».
E comunque, per riprendere il discorso iniziale, questo referendum assume una valenza diversa da quella che dovrebbe avere: la maggioranza dei politici cerca di convincere a votare una cosa o l’altra solamente per cercare di far vincere una battaglia al loro partito contro i partiti dello schieramento opposto, mentre dovrebbero pensare al bene dell’Italia. Quelli di destra dicono “votate si e poi cerchiamo di valutarne i possibili miglioramenti”, quelli di sinistra dicono “votate no e poi ne discuteremo cercando una soluzione”.
Ho la vaga sensazione che ci stiano prendendo in giro… è come se uno scrivesse una legge e poi, dopo la sua entrata in vigore, ammettesse: «è una porcata».
…e a me tocca vivere in un Paese guidato da queste persone!
P.S.
1) Ci tengo a precisare che comunque in questo intervento non ho fatto discorsi sulla politica, ma solamente sulle persone che fanno politica (e, siccome è l’unica persona che ho citato esplicitamente, ci tengo a precisare che non ho criticato la politica di Berlusconi, ma il suo comportamento).
2) Andate ugualmente a votare, sopratutto perché per questo referendum non c’è alcun quorum (quindi è ritenuto valido anche se va a votare solo una persona)!