Libri, Riflessioni

La difficoltà di farsi un’opinione propria

Volevo solo rivendicare una nostra piccola, piccolissima libertà. Perché la cosa che non sopporto è che ormai tutte le minoranze vengono, giustamente!, difese, tranne una: la minoranza di chi la pensa a modo suo. Ecco, tutto qui. E mi dispiace. Perché ormai, per amor del quieto vivere, non facciamo più nessuno sforzo per pensarla a modo nostro. Abbiamo assunto una sorta di Pensiero Comune Universale, un Pensiero Passe-partout che va bene sempre e dovunque, e che indossiamo come una divisa comoda e calda: per pigrizia non ce la leviamo mai, recitiamo in play-back dieci volte al giorno la stessa cosa, e ce ne andiamo tronfi e sereni per il mondo. Protetti, armati, inattaccabili.

Ma il nostro modo, solo nostro, di pensare credo che soffra da anni in silenzio, e che ora ogni tanto, almeno in qualcuno di noi, cominci a fare il suo lamento. Come il nostro tempo mentale, che si dibatte nella rete dove l’abbiamo imbavagliato. È la stessa cosa. È che non troviamo più il tempo neanche di farci un pensiero nostro sulle cose; e allora ci teniamo i pensieri altrui, o quelli che avevamo pensato tanto tempo fa ma che adesso sono così vuoti, insignificanti e inattuali.

“Palline di pane”, Paola Mastrocola

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