Personale, Riflessioni

Siam pronti alla morte?

Sono un po’ di settimane che penso alla morte. Diversi episodi e coincidenze che mi si sono presentati davanti nell’ultimo periodo erano relativi alla morte.
In ordine cronologico, il primo fatto è che avevo iniziato a leggere un libro in cui, appena prima di morire, un vecchio professore tiene un’ultima lezione relativa alla sua esperienza. Il secondo fatto è che, un pomeriggio di sole, nel portare il mio cane a passeggiare in mezzo alla campagna, ho notato un animale morto ai bordi della strada, schiacciato e rinsecchito, che mi ha fatto riflettere sul nostro inutile attaccamento alla vita e sulla fugacità della nostra esistenza. Il terzo fatto mi è stato portato alla luce da un’amica: il suo scrittore preferito non scriverà più nulla in quanto colpito da un’incurabile malattia. Il quarto fatto è che una persona cara è appena giunta al termine della sua esistenza, in maniera molto lucida e consapevole.
Ciò che ho sempre notato con rammarico è che la maggioranza della gente ha paura di parlare della morte; sembra essere un argomento tabù, da evitare quando si è in pubblico. Guardiamo senza problemi film horror e siamo affamati di notizie e dettagli relativi a omicidi e stragi… ma se qualcuno, senza collegarsi ad un evento particolare, prova ad iniziare a parlare della morte, ecco che subito cerchiamo di farlo desistere, ridicolizzando l’argomento e affrettandoci ad effettuare gesti cosiddetti “scaramantici”.
Non ho mai assistito ad una discussione seria sulla morte (anziché su eventi ad essa correlati). Sembra che nessuno abbia il coraggio di affrontarla a testa alta, senza paure. Sembra che la morte possa essere sconfitta semplicemente ignorandola. Così, però, è come nascondere la polvere sotto il tappeto! Infatti nessuno può sconfiggere la morte, dunque perché far finta che non esista?! Perché escluderla dalla nostra quotidianità e relegarla in apposite strutture lontane da tutto e tutti?! Anzi, gioverebbe a chiunque parlarne di più e più apertamente.
Siamo troppo legati a ciò che abbiamo e la società del consumismo ci spinge ad accumulare sempre più cose, facendoci credere che più possediamo e meglio è. Questo comportamento è decisamente artificioso in quanto esattamente opposto all’atteggiamento che si avrebbe pensando alla propria morte. Se infatti si pensa che si può morire in qualsiasi istante (anche oggi stesso), sicuramente la nostra attenzione si distoglierebbe da tutti gli oggetti che ci circondano perché capiremmo che sono solo dei diversivi (producono felicità artificiale che rappresenta un reale ostacolo a quella autentica, fatta di rapporti diretti con le persone).
Parlarne apertamente aiuta a prendere coscienza del fatto che non si può sfuggire alla morte e non bisogna averne paura. In questo modo, ognuno di noi capirebbe come cambiare il proprio stile di vita per poter arrivare così al momento in cui ci si sente pronti a morire in qualsiasi istante. Personalmente uno dei giorni scorsi, prima di addormentarmi, ripensando a ciò che ho fatto, ciò che sono e ciò che possiedo, mi sono detto: “mi sento pronto a morire; potrei anche morire in questo momento ché tutto sommato non mi importerebbe molto, perché mi ritengo soddisfatto”. (*)
Nonostante abbia solo 31 anni, sono già pronto alla morte. E non ho alcuna paura.

(*) Attenzione, queste mie parole non devono far pensare che io stia pensando al suicidio o che non mi interessi nulla di vivere. Anzi! Sono innamorato della vita e vorrei ancora fare tantissime cose!
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4 pensieri su “Siam pronti alla morte?

  1. Ho imparato da anni a rendere grazie del fatto che mi sia svegliato e possa vivere un altra giornata, sperando che sia anche cosi accaduto per altri. Inoltre non vado piu’ a funerali ne altro del genere da anni, mentre chiedo spesso alle persone oggetti e piccole cose che conservo e che mi possano ricordare loro se un giorno non ci saranno. Ritengo cosi di avere un rapporto consapevole con la morte, sperando che non sia domani mattina, ma vivendo al giornata senza escludere che cosi possa essere.

    Un ambulanza porta sempre una donna incinta all’ospedale ed anche se a volte non fosse trasporta con urgenza gli organi che faranno vivere qualche altro.

    Non c’e’ caso diverso che vivere la vita per il dono che ogni giorno ci fa.

    1. Secondo me, l’importante è essere consapevoli di non essere eterni e, dunque, bisogna evitare di avere paura o attaccarsi morbosamente alla vita e alle cose materiali.

      Bella la visione “alternativa” dell’ambulanza… non ci avevo mai pensato! 🙂

  2. Mi piace il tuo post sono d’accordo con quello che dici,solo che non e’ facile parlare della morte quando si sta insieme ad altri e si chicchera del piu e del meno, anche perché credo sia giusto parlarne con una certa delicatezza, perché magari non puoi sapere se il tuo interlocutore ha da poco attraversato un periodo di lutto. Per quello che mi riguarda personalmente ho visto mio nonno e la mia amica soffrire per tre anni e perderli nel giro di un anno..quindi un po’ mi rattrista sentir parlare qualcuno di tumori malati terminali o simili..dall’altro lato bisognerebbe sensibilizzare i giovani ad avere rispetto della propria vita e di quella degli altri e pensarci 2 volte prima di mettersi in auto dopo aver bevuto..perché nessuno e’ immune alla morte..e purtroppo ce ne dimentichiamo spesso..per il fatto di essere pronta a morire non ti saprei rispondere con sincerità..anzi si..voglio vivere a lungo per vedere tutte le cose belle che gli uomini riusciranno a creare e per lasciare dopo di me dei figli e dei nipoti, ma so anche che potrei morire da un momento all’altro, per questo spero ogni giorno di comportarmi bene con la mia famiglia e i miei amici così da lasciare un buon ricordo di me…anche se i litigi non mancano come in tutte le famiglie credo..quindi auguro una buona e lunga vita anche a te
    A presto idi 🙂

    1. Ciò che spaventa maggiormente ogni persona è l’ignoto, la mancata conoscenza di qualcosa. Purtroppo la morte è un evento di cui nessun vivente ha fatto esperienza, che nessuno quindi può raccontare, e di cui non abbiamo alcun controllo (a meno di non cercarla volontariamente). Nessuno sa con esattezza quando avverrà, quindi è bene prepararsi per tempo… almeno per non lasciare cose in sospeso o parole non dette.

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