Politica

Non voglio essere rappresentato da lui

Mi piacerebbe sapere con che coraggio si vota una persona che l’ultima volta che ha governato ha fatto tante leggi ad personam, condoni, ha innalzato il debito pubblico dell’Italia. Una persona che da sempre è sospettata di avere rapporti con la mafia (a questo proposito vi consiglio il film "In un altro paese") e che, addirittura, chiama "eroe" un mafioso. Una persona alleata con uno che semina intolleranza e odio usando slogan come "Roma ladrona" e "alle armi!". Una persona che punta a racimolare voti in modo subdolo, con una campagna elettorale il cui scopo non è convincere gli elettori delle proprie proposte, ma stordirli con effetti speciali il cui obiettivo subliminale è inculcare nella mente del pubblico il simbolo da votare. Regalavano magliette e perfino mutande con una croce su quel simbolo; cartoline virtuali da personalizzare ed inviare come e-mail agli amici con l’efficace slogan "Rialzati" seguito dal nome dell’amico. E’ esattamente quanto avviene nelle televendite: dovrebbero elencare le caratteristiche del materasso che ti stanno vendendo, invece cercano di stordirti convincendoti che l’offerta è imperdibile perché ti regalano anche le pentole, il microonde, la bicicletta e la televisione. Ovviamente, Lui conosce molto bene questi trucchi perché Lui è uomo di business, possiede televisioni e giornali, il cui scopo dichiarato è l’informazione mentre lo scopo reale è fare quanti più soldi possibile sfruttando, se necessario, l’ingenuità della gente.

Gli italiani, al centro di questo ciclone, non sono riusciti a non farsi stordire e così lo hanno votato. E’ risaputo che da lontano, a freddo, si ragiona meglio. Per questo, il Financial Times e The Economist nei giorni scorsi hanno apprezzato Veltroni, paragonandolo a Obama. All’estero la reputazione del nostro nuovo capo di Governo è molto bassa. E’ sufficiente guardare la versione inglese di Wikipedia, che nel paragrafo "Reputazione estera" dell’articolo relativo alle elezioni del 2006 afferma:

 

Amico di Bush e Putin. Ha supportato l’invasione dell’America in Iraq. Ha affermato che il parlamentare europeo Martin Schulz sarebbe perfetto per il ruolo di kapò in un film sui campi di concentramento, scatenando un incidente diplomatico che ha danneggiato i rapporti tra Italia e Germania. Quando è entrato nel parlamento di Strasburgo è stato accolto con striscioni che riprendevano delle battute del famoso film di Coppola sulla mafia. Nel 2001 ha affermato la superiorità della civiltà occidentale rispetto all’Islam. La stampa internazionale (come il Financial Times e Newsweek) ha criticato il suo lavoro. Spesso, prima e dopo la sua elezione come primo ministro, The Economist lo ha accusato di essere sostanzialmente inadatto a guidare l’Italia.

Indipendentemente dal punto di vista politico, credo che un paese debba essere guidato da una persona pulita, chiara, con una vita non ambigua. E colui che è stato eletto ora dagli italiani non lo è per niente (rinfrescatevi la memoria leggendo il paragrafo "Critiche e aspetti controversi" della sua pagina di Wikipedia).

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