Attualità

Il Grillo parlante (e chi parla del Grillo)

Molto tempo fa, Beppe Grillo fu cacciato da tutte le reti televisive perché fece una battuta scomoda riguardo al governo. Ormai, è da anni che Beppe Grillo si lamenta della politica italiana sul suo blog (http://www.beppegrillo.it/), il quale ha ottenuto sempre più consenso, al punto da essere al decimo posto nella classifica mondiale dei blog più seguiti (http://technorati.com/pop/blogs/).
Sostenuto dallo scontento di moltissimi italiani che leggono, scrivono, propongono, discutono sul suo blog, Grillo decise di istituire il V-day (il giorno del Vaffanculo), una giornata in cui gridare il proprio scontento causato dalla politica. Fino al giorno prima di tale evento, nessun giornale e nessuna televisione aveva accennato a quanto stava per accadere. Ora, la maggioranza di giornali e televisioni continua ad attaccare il “comico” (termine usato impropriamente da chi ha l’obiettivo di minimizzare le sue parole), persuadendo qualche persona a rinnovare quelle critiche. Accusano Grillo di essere volgare e maleducato, sostenendo che non è con le parolacce o con le urla che si combatte: bisognerebbe essere seri e fare contro-proposte.

La prima cosa che mi viene in mente è che queste persone hanno perso di vista il problema. Secondo me, prima bisognerebbe affrontare il significato del gesto e, solo in un secondo momento, il modo. L’obiettivo di Grillo era quello di sollevare i problemi in modo che più nessuno potesse ignorarli: per troppo tempo qualcuno ha cercato di nascondere le ingiustizie sotto al tappeto, è arrivato il momento di sollevare il tappeto e scatenare un polverone. E qual era il modo più opportuno per fare ciò, se i tentativi fatti finora sono stati affrontati con le parole “è vero, dovremo discuterne” ma poi sono puntualmente caduti nel dimenticatoio?
Il “Vaffanculo” gridato da Grillo è prefetto per lo scopo che vuole ottenere: non può essere ignorato. Credete che avrebbe avuto lo stesso effetto, se l’avesse chiamato “Così non va bene – day”?

Mi sembra poi sciocco chiedere a Grillo di fare proposte serie anziché protestare semplicemente. E’ stupido lasciare il compito di risolvere un problema solo a chi se ne accorge. Se un libro è pieno di refusi ed osservazioni sbagliate, ho il diritto di lamentarmi (e uno scrittore intelligente ne prenderebbe atto per non ripetere gli errori commessi), ma non per questo mi devo mettere a scrivere libri! E poi, scusate, è troppo pretendere che siano i politici a trovare una soluzione ai problemi della società? Non è mica questo, il loro lavoro?! Non è mica per questo che vengono pagati oro da noi?!

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