Citazioni, Riflessioni

Addio

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
[…]
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”,
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità,
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l’umiltà.

(Addio – Francesco Guccini)

Mi infastidisce questo mondo in cui i giovani sognano di diventare come Briatore, in cui non si resiste senza sapere chi è arrivato terzo al Grande Fratello, in cui ci si concentra sulle grandi opere ma non si capisce che sono le piccole cose che ci fanno vivere meglio.
Se vedevo una cosa che ritenevo sbagliata, facevo di tutto per cercare di cambiarla. Ora sono arrivato al limite: ho deciso di fregarmene. Io so qual è la verità (quella che riguarda me stesso), la dico agli altri (questo però suggerisce il fatto che non ho deciso di fregarmene completamente), e se quelli poi non mi credono… fatti loro! Io vivo bene così, chissenefrega di cosa pensano/credono gli altri.
Oggi ho deciso che mi appenderò un post-it sulla fronte con scritto “Non dare mai nulla per scontato“, poi ho pensato che così sarei riuscito a leggerlo solo quando mi fossi guardato allo specchio e quindi sarebbe servito più agli altri che a me…
Questo mio sfogo serve solo come promemoria: devo sempre tener presente quali sono le cose veramente importanti della vita!
Non sono i numeri, ma i fiori.
Non un cappello, ma un elefante nella pancia di un boa.
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2 pensieri su “Addio

  1. "Se vedevo una cosa che ritenevo sbagliata, facevo di tutto per cercare di cambiarla. Ora sono arrivato al limite: ho deciso di fregarmene. (…) Chissenefraga di che cosa pensano/credono gli altri".
     
    Già il buon vecchio Aristotele aveva definito l\’uomo un animale sociale. Tale affermazione assume una duplice connotazione: da una parte gli uomini si aggregano per convenienza, per trarre profitto dalla divisione del lavoro, ma d\’altra parte l\’aggregazione non è solo dettata da esigenze materiali; vi è una naturale tendenza al vivere comune.
    Questo perchè, e ancora non sono io a dirlo, "l\’uomo non è un\’isola": ci tocca in ogni istante d\’appartenere al nostro mondo ed ognuno realizza se stesso solo in virtù delle relazioni propriamente umane che sviluppa intorno a sè.
    Non è mia intenzione fare del mero astrattismo, "filosofeggiare" (come direbbe qualcuno, credendo che astrattismo e filosofia siano sinonimi) riguardo ad una questione fortemente concreta come quella che tu hai proposto: mi preme sottolineare il fatto che il tuo fregartene del parere altrui (al di là del livello d\’interpretazione banalissimo con cui il problema sarebbe facilmente risolvibile) va contro quella che è la natura umana, che si risolve nella relazione, nella narrazione reciproca tra esseri umani. Il tuo volertene fregare è forse il risultato di un non essere capito dall\’altro, non un esempio di alta moralità.
    Condivido il fatto che, una volta assodata la propria verità, che gli altri la comprendano o che continuino a pensarla a loro modo (perchè magari la loro interpretazione dei fatti è molto più piccante) è pressoché indifferente: ci sarà sempre qualcuno pronto a scagliarci addosso una pietra, certo non si può vivere la propria vita cercando di conquistare il consenso altrui.
    Attenzione però a non fare del menefreghismo il proprio cavallo di battaglia. Non c\’è da vergognarsi del fatto di voler ottenere l\’approvazione altrui (nel tuo caso non si tratta proprio di approvazione, ma il discorso vale comunque): siamo uomini, accettiamolo! 
    Per quanto riguarda il tuo esserti arreso nei confronti di tutto ciò che di sbagliato c\’è nel mondo, a cui non cercherai più (tu dici..) di porre rimedio, di certo una conseguenza positiva c\’è: diventerai molto meno moralista, forse. 
    Ma cadrai nella grande trappola del nostro secolo, che tu stesso, insieme alla stirpe di ingegneri informatici a cui appartieni, hai contribuito a creare: l\’individualismo, che degenera nell\’egoismo, nella "bellum omnium contra omnes" ("la guerra di tutti contro tutti" Thomas Hobbes), nel badare solo al proprio prestigio sociale ed economico, calpestando chiunque, se necessario.
    Non è affatto una prospettiva apocalittica ma il presente, hic et nunc: grazie al calcolatore viviamo in una società in cui si può comunicare con chiunque, in tutto il mondo, solo grazie ad una chat: in realtà, è evidente, la chat rappresenta proprio il fallimento di ogni comunicazione.
     
    C\’è ancora bisogno di qualcuno che diffonda sani principi (visto che l\’istituzione che si arroga il diritto di farlo è la Chiesa, e dunque siamo messi parecchio male!). 
    Ad ogni modo, nel caso non si fosse capito, io adoro questo ragazzo!

  2. sei un grande!!!
     condivido pienamente le tue idee e anch\’ io vorrei cambiare qualcosa in questo mondo  di emmental…
     mi piace un casino Addio come anche altre canzoni di Guccini … …
    "quanto tempo è passato da quel giorno d\’ autunno
    di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno;
    fra sessioni d\’ esami, giorni persi in pigrizia,
    giovanili carpami, arrivò la notizia.
    ci prese come un pugno ci gelò di sconforto,
    sapere a brutto gugno, che Guevara era morto…"
    ti auguro di riuscire a realizzare uno dei tuoi sogni…andremmo molto d\’ accordo io e te!!!
    buona fortuna
    Vale 

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